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Il ciclo pittorico della Chiesa di S. Pietro in Vineis di Anagni
Intorno alla metà del XII secolo sorse, appena fuori le mura urbane della città di Anagni, un monastero appartenente all'ordine delle Clarisse che sopravvisse fino alla metà del Cinquecento.
Le alterne vicende che portarono al degrado e poi alla rovina del complesso conventuale si conclusero nel 1926 quando l'architetto Alberto Calza Bini ricevette l'incarico di progettare, sull'area dell'antico convento, un Convitto destinato agli orfani degli impiegati INADEL (oggi INPDAP -
Nella complessa e articolata soluzione compositiva l'architetto romano scelse di mantenere, integrandola nella progettazione, l'antica chiesa di San Pietro in Vineis (nome derivante dalla presenza di vigneti che circondavano il convento) in cui aveva rilevato la presenza di un interessante, se pur rovinato, pavimento cosmatesco e, in un ambiente posto sopra la navata di destra, quella di preziosi affreschi. Fu dunque alla sensibilità artistica di questo architetto della 'scuola romana', formatosi accanto a personalità quali Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini e alla sua personale esperienza maturata nel campo del restauro architettonico (un esempio significativo è costituito dal restauro del Teatro di Marcello -
I tredici affreschi che si estendono per una lunghezza di 12 metri, riguardano la Passione, Resurrezione e Seconda Venuta di Cristo, la Stigmatizzazione di San Francesco, e la rappresentazione dei Santi Aurelia, Scolastica e Benedetto. Il ciclo pittorico, di artista ignoto, è sovrapposto ad un precedente affresco raffigurante un motivo di arcate stilizzate che gira tutto intorno all'ambiente e che si conclude, superiormente, con una sorta di fregio e inferiormente con un delicato velarium decorato con piccole figure geometriche. Su questo ciclo pittorico poggiano altri affreschi attribuibili al XV secolo.
Da questo vano le suore potevano, per mezzo di feritoie realizzate nello spessore del confinante muro della chiesa seguire senza essere viste, così come imponeva il loro ordine religioso, la celebrazione delle messe.
Gli affreschi furono senza dubbio eseguiti per una comunità francescana; ne costituisce esempio la Stigmatizzazione, evento di cui è resa partecipe la comunità dei francescani e il corrispondente ordine femminile delle clarisse (Francesco non riceve le stigmate da solo ma appare accanto a Santa Chiara e ad altri membri dei rispettivi ordini). Sono inoltre rappresentate due figure, probabilmente i committenti. La figura maschile è, dalla recente storiografia, identificata in papa Alessandro IV (1254-
L'eccezionale livello artistico degli affreschi di San Pietro in Vineis, recentemente restaurati su iniziativa dell'INPDAP, che ha così dimostrato un'ammirevole sensibilità verso la conservazione del patrimonio culturale (nella stessa chiesa sono presenti altri pregevoli affreschi sicuramente più antichi che attendono un restauro), consente di ampliare le conoscenze in merito al primo periodo dell'arte figurativa appartenente agli ordini francescano e clarissiano, all'utilizzo della tecnica pittorica dell'affresco, nonché all'approfondimento delle modalità artistico-
Bibliografia
Caraffa Filippo, Il monastero di Santa Chiara in Anagni, Anagni 1985.
Rak Michael, Il Collegio Principe di Piemonte e la chiesa di S. Pietro in Vineis in Anagni, Roma 1998.
Boehm Margret, Wandmalerei des 13 Jahrhunderts im Klarissenklaster S: Pietro in Vineis zu Anagni, Münster 1999.
Flavia Colonna
nella descrizione sottostante, le didascalie sono tratte dalla pubblicazione: "Il Collegio Principe di Piemonte e la Chiesa di San Pietro in Vineis in Anagni" a cura di Michele Rak -

Secondo Quadro: INGRESSO DI CRISTO A GERUSALEMME
Sulla porta della città, i fanciulli che stendono drappi sotto l'asino che trasporta il Cristo; il fanciullo sull'albero, i personaggi dinanzi alla porta.

Terzo Quadro: L'ULTIMA CENA.
In un esterno con edifici simmetrici e due archi con lampade, Cristo consegna il pane a Giuda, che è dall'altra parte rispetto agli apostoli, piccolo e senza aureola.

Quarto quadro: LA LAVANDA DEI PIEDI.
In un esterno con edifici in pseudoprospettiva e arco Cristo asciuga il piede di Pietro.

Nel quinto quadro il Cristo viene catturato. Giuda arriva accompagnato da molta gente armata di bastoni e spade e bacia il Cristo. Il Cristo viene percosso.

Sesto Quadro: FLAGELLAZIONE E GIUDIZIO DI PILATO.
Il Cristo è legato alla colonna e viene flagellato da uno sbirro e portato davanti a Pilato.



Settimo quadro: LA DEPOSIZIONE.
Il Cristo viene calato nel sepolcro sotto la croce a bracci obliqui; sono presenti Giuseppe di Arimatea, Nicodemo, Giovanni, le Marie.


Nell'ottavo quadro il Cristo discende nel Limbo, con una croce astile con bandierina, stringe il polso di Adamo, sono presenti Eva in abito da monaca, Giovanni Battista, Davide, Salomone, e, tra i sepolcri spezzati, il Maligno.


Nel nono quadro il Cristo incontra Maria Maddalena e sul cartello che reca in mano è scritta la frase "Maria noli me tangere".



Nel decimo quadro il Cristo davanti alla mensa appare agli apostoli e regge il Vangelo.



Ecco la scena principale del Giudizio: Cristo in trono; nelle altre foto altri particolari dello stesso affersco: la Vergine e San Giovanni Evangelista.

la Stigmatizzazione di San Francesco. Il cherubino crocefisso tra due alberi stilizzati appare a San Francesco nimbato. Al centro i committenti, un frate francescano, una clarissa, a destra santa Chiara nimbata e altre monache. Il pittore ha contrassegnato il cambiamento dell'epoca: il quadro della stigmatizzazione è coperto da un arco, a differenza dei quadri della vita di Cristo contenuti nella cornice orizzontale.
In epoche diverse, sulla parete del coro delle clarissesono stati dipinti ulteriori affreschi di vario soggetto:


Santa Lucia e La Maddalena

Stigmatizzazione di San Francesco

Stigmatizzazione di San Francesco

L'Incoronazione della Vergine