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Basilica di Santa Salome

la guida di Veroli > Le Chiese

BASILICA DI SANTA SALOME
testi di Loredana Stirpe
fotografie di Antonio Grella

La cappella della Scala Santa si trova nella navata destra della Basilica di S. Salome, situata tra il belvedere di Largo Marconi e il palazzo del Seminario, costruito dal vescovo Asteo nel 1611. La chiesa fu edificata sul luogo dove, nel 1209, furono ritrovati i resti del corpo della Santa, una delle pie donne del Vangelo e madre degli Apostoli S. Giovanni l'Evangelista e S. Giacomo il Maggiore. Salome giunse a Veroli con un gruppo di compagni fra cui Biagio e Demetrio, i quali per la loro fede subirono il martirio ad opera del pretore Onorio. La pia donna ospitata da un certo Mauro nella località Madonna degli Angeli, successivamente entrò in città a predicare il Vangelo. In tarda età qui morì. Nel 1209 furono rinvenute le reliquie nel luogo indicato da un giovane verolano di nome Tommaso. Il vescovo di Veroli Oddone, alla presenza dell'abate di Casamari Giraldo e di numeroso popolo trovò le reliquie della Santa mirrofora, le quali vennero custodite devotamente in un'urna di pietra locale che reca la seguente iscrizione:
REL(IQUIAE) S(ANTAE) MAR(IAE) MA/TRIS AP(OSTO)LOR(UM) IOH(ANN)IS EV(ANGELISTAE) ET IACOBI.
Nel luogo del ritrovamento i verolani costruirono un oratorio in cui ancora oggi si possono ammirare pregevoli affreschi del XII secolo con un Cristo pantocratore che domina la parete centrale del catino absidale. Essi furono realizzati quando a coloro che visitavano il luogo santo vennero concesse indulgenze sia da parte di Innocenzo IV nel1224 che di Alessandro IV nel 1255. Su questo luogo di culto venne innalzata l'imponente basilica. Sulla facciata della basilica, sotto una grossa testa alata di angelo, un'iscrizione ricorda i lavori iniziati dal vescovo Domenico de Zaulis, terminati dal suo successore Lorenzo Tartagni nel 1773. Il rosone appartiene a tempi ben più remoti. Anche l'interno conserva l'aspetto voluto dai sunnominati vescovi, fatta eccezione del presbiterio che contiene in gran parte le testimonianze più antiche della chiesa: gli archi acuti, larghi e solidissimi, che immettono nelle navate minori, i tabernacoli ad parietem e il Sacrario o Lavabo, rispettivamente a sinistra e a destra dell'abside. Degli affreschi che coprono un'intera parete, alcuni vanno assegnati alla fine del XIII secolo, altri alla metà del secolo successivo. Questi ultimi con molta probabilità furono eseguiti da pittori toscani chiamati a Veroli dai vescovi Giovanni VI da Prato (1363-1384) e Gianfrancesco Bellanti da Siena(1384-1387) che si occuparono dei restauri della chiesa dopo il terremoto del 1349. Sulla porta della sacrestia è posta una deliziosa Madonna col Bambino. Un grande ovale con l'immagine di S. Salome del Cavalier D'Arpino e due tele rappresentanti gli apostoli Giacomo e Giovanni, opera del pittore locale Giuseppe Passeri, occupano il catino absidale . Sulla parete sinistra del presbiterio, una bolla del 1806 conferisce alla chiesa gli stessi privilegi spirituali della basilica di S. Giovanni in Laterano. A destra dell'abside, il trittico, inquadrato da una monumentale incorniciatura lignea dipinta e dorata, presenta, al centro, la Sacra Famiglia e S. Giovannino, a sinistra S. Francesco e a destra S. Martino. Nella parete centrale della predella una iscrizione latina ci informa che l'opera fu fatta eseguire da Tommaso Campanari nel 1561. Il pittore è un non meglio identificato D.F. Hispanus, sensibile a schemi raffaelleschi, ma attratto specialmente da Michelangelo come conferma il Bambino , fortemente plastico e densamente chiaroscurato. Accanto al trittico un grande quadro che rappresenta i vari Ordini Francescani mentre ricevono dalla Vergine il Cingolo, simbolo dell'unione. La tela, di un colore quasi monocromo e densa di figure dall'espressione psicologica particolarmente accentuata, è tradizionalmente attribuita a Francesco Solimena. Nella confessione, ricca di splendidi marmi, sono gelosamente conservate le Reliquie della Santa titolare della chiesa. Tali reliquie erano originariamente riposte nella piccola urna in pietra rinvenuta tra le macerie dopo il terremoto del 1349 ora sistemata nella cripta. Anche i resti dei santi Biagio e Demetrio, collaboratori di S. Salome nella diffusione del Vangelo, hanno trovato, ai lati della Confessione, degna sepoltura. La seconda cappella di destra ospita la Scala Santa che gode dello stesso Privilegio Apostolico della Scala Santa di Roma. La Scala è composta di dodici scalini ( l'undicesimo contiene un frammento della Santa Croce di Gerusalemme). Si può salirla in ginocchio per ottenere le stesse indulgenze di quella di Roma, concesse da Benedetto XIV e regolarmente trascritte in alto, a destra della Scala. Chi vuole rinunciare ai benefici offerti dal Papa, può, attraverso le scale laterali, raggiungere comodamente la parte superiore della cappella, per vedere meglio e più da vicino la Deposizione di Antonio Cavallucci da Sermoneta (1752-1795). La semplicità della composizione impostata su due sole figure e il chiaroscuro sfumatissimo, che nulla sottrae all'evidenza delle immagini, generano effetti di compostezza e di calma che ben si addicono alla scena rappresentata e perfettamente in linea con le nuove idee neoclassiche che si andavano affermando sul finire del XVIII secolo.

Bibliografia
F. Mancini, Santa Salome e Veroli, Alatri 1997
G. D 'Onorio- G. Trulli, Veroli un percorso di storia e di arte, Veroli 2006


Monumento funebre Francesca Leni


Cupola della Cappella Leni - Glorificazione della Croce
da parte dei santi Francescani

Cappella Leni


Cappella di S. Domenico e S. Antonio da Padova


Catino absidale


Confessione


Navata centrale


Volta della Basilica dalla Confessione



La Cappella dell'Immacolata (già Cappella Campanari)

"IMMACOLATA" - Giovanni Giacomo Sementi - 1583 - 1642


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