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CASAMARI
testi di Loredana Stirpe
CASAMARI(1970 abitanti)
Lungo la strada provinciale 278 (ex via Mària), importante arteria di collegamento tra Frosinone e Sora si trova Casamari. Anticamente era qui un villaggio chiamato Cereatae Marianae, appartenente al territorio del Municipium romano di Arpino. Il nome deriverebbe dalla presenza di un tempio dedicato alla dea Cerere cui fu aggiunto l’appellativo Marianae in omaggio al più famoso cittadino che qui ebbe i natali, il console Caio Mario. Dopo l’elevazione a municipium, avvenuta probabilmente alla fine del I sec. a.C., si registrò un notevole incremento edilizio. Dalle epigrafi riemerse dagli scavi archeologici si può dedurre che nei primi tempi dell’impero si verificò l’afflusso di numerosi cittadini nella neo-nata città. Il territorio del municipio era vastissimo ed inglobava parte degli odierni comuni confinanti. I Romani costruirono sul fiume Amaseno un ponte di cui oggi rimane una piccola parte. Intorno al 1000 d. C., quattro pii ecclesiastici verolani fecero ritorno in quelle terre abbandonate da secoli e, con il consenso del vescovo, edificarono delle celle ed una chiesa dedicata ai Santi Giovanni e Paolo martiri romani. Qualche decennio più tardi ricevettero abito e regola benedettina dall’abate del vicino monastero di S. Domenico a Sora. Il Papa Nicolò II pose l’abbazia sotto la protezione papale. L’abbazia benedettina col tempo acquisì un vasto patrimonio terriero che i monaci gestirono secondo il “sistema curtense” assegnando alla popolazione parte delle terre i cui prodotti venivano divisi secondo i censi stabiliti. Lavoratori erano poi impiegati nelle officine in cui si realizzavano gli strumenti da lavoro. Intorno alla prima metà del XII secolo il papa Eugenio III introdusse i monaci dell’Ordine dei Cistercensi ai quali si deve sostanzialmente l’attuale complesso monastico: la chiesa abbaziale, la sala capitolare, il chiostro, il refettorio sono gioielli dell’architettura dell’Ordine in Europa caratterizzata da una bellezza austera, da razionalità ed estrema funzionalità. Il cantiere cistercense fu una risorsa importante per il territorio perchè formò maestranze valide che poterono operare nei comuni vicini che si andavano costituendo.
Casamari, dopo aver fatto parte della parrocchia di Colleberardi istituita nel 1862, è stata elevata a parrocchia dal vescovo Emilio Baroncelli sotto il titolo dei SS. Giovanni e Paolo nel 1948.
L’antica Biblioteca dell’abbazia, che nel corso dei secoli ha subito gravi perdite, dal 1907 è diventata Biblioteca Statale diretta dai monaci. Nel locale usato in passato come refettorio dei conversi è conservato il fondo più antico costituito da manoscritti, incunaboli, cinquecentine e seicentine.
Da non dimenticare l’interessantissimo Museo Archeologico dell’Abbazia che custodisce reperti preistorici e romani. Ad esso è annessa una pinacoteca con opere di grandi artisti fra cui Guercino, Carracci, Sassoferrato.
È ormai diventato un prestigioso appuntamento culturale il “Festival Lirico di Casamari” che vede rappresentate nel mese di agosto alcune tra le più famose opere liriche nella suggestiva cornice dell’antica abbazia cistercense.
Lo stesso si può dire per il Concerto di Fine Anno che si tiene il 28 dicembre.
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