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CASTELMASSIMO
testi di Loredana Stirpe
Palazzo Campanari a Castelmassimo
lo stemma della famiglia Campanari
Castelmassimo 2617 abitanti
La frazione di Castelmassimo è raggiungibile dalla ex via Mària, oggi S.P. 278. Castel Massimo o La Tenuta dei Campanari era la denominazione di un vasto fondo di diretto dominio della R. Camera Apostolica; il nome derivava dalla presenza sulla proprietà di una torre campanaria detta de Maximum. Dal 1753 La Tenuta acquisì il titolo di Marchesato da Papa Benedetto XIV a favore di Agostino Campanari e dei suoi discendenti. Su quel fondo già in passato la famiglia Campanari aveva costruito un ponte sul fiume Cosa, vie, un mulino, diverse case per abitazione dei coloni ed una residenza patronale con annessa chiesa dedicata agli Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nello stesso anno il Papa concesse pure di tenere una pubblica fiera nel mese di settembre di ogni anno.
Il nucleo più antico di Palazzo Campanari venne costruito nel 1500 inglobando la torre. Si presenta oggi come un blocco che prospetta su via Castelmassimo con un bel portale di ingresso bugnato e con finestre incorniciate da travertino. Dal 1995 è stato acquistato dagli attuali proprietari che ne hanno curato il restauro; conserva salette affrescate con paesaggi marini e campestri alle pareti ed uccelli e frutta sui soffitti a cassettoni. Nel corso dei secoli nel palazzo sono stati ospitati vari personaggi: nel 1808 vi fu ospitato Gioacchino Murat; nel 1943 il Prefetto di Frosinone lo requisì per alloggiarvi alcuni battaglioni della divisione Piave. Dopo l’armistizio, nel settembre del 1943 fu sede del comando dell’Ottava Armata Germanica operante in Cassino agli ordini del generale Fridolin von Senger und Etterlin.
Il 2 giugno 1944 fu occupato dal comando inglese in occasione dello sfondamento del fronte di Cassino e dell’arrivo degli alleati.
La chiesa di S. Pietro fu costruita nel 1711 secolo a spese di Pietro Calvese, imparentato con la famiglia dei Campanari che ne ebbero il giuspatronato. E’ dedicata ai SS. Pietro e Paolo Apostoli ed alla Vergine Maria. È contigua al Palazzo Campanari e doveva servire tutti i coloni del contado. Furono commissionati per il suo abbellimento due splendidi dipinti; all’altare maggiore la Madonna col Bambino tra S.Pietro e S.Paolo ed una tela di Taddeo Kuntze sulla parete di destra.
Con l’istituzione delle prime parrocchie rurali del 1862 Castelmassimo rientrava nell’amministrazione della parrocchia di S. Giuseppe Le Prata. Il vescovo di Veroli Mons. Giuseppe Marafini il 15 luglio1968 la elevò a parrocchia che venne riconosciuta civilmente il 27 maggio 1971.
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