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Fasti Verulani

la guida di Veroli > Siti Archeologici

I FASTI VERULANI
testi di Loredana Stirpe
fotografie di Antonio Grella


In Via Vittorio Emanuele si presenta, nel tipico aspetto medievale, l'incantevole cortile di casa Reali. Al suo interno è ben visibile un calendario romano risalente al I secolo d. C. , i cosiddetti Fasti Verulani. Questi dicono subito quanto importante fosse diventata in quel tempo l'antica Verulae, prima fiera avversaria di Roma, poi tanto fedele da meritarsi diritti e privilegi. Si tratta di una lastra marmorea recante i primi tre mesi (IAN, FEB e M) di un calendario romano riutilizzato in epoca cristiana come lastra di copertura di una delle numerose tombe paleocristiane venute alla luce, nel 1922, nella proprietà di Luigi Reali. Il calendario venne ricomposto e studiato dal
prof. Camillo Scaccia Scarafoni. Su tre colonne sono distribuiti i primi tre mesi dell'anno , identificati in alto dalle abbreviazioni IAN(nuarius), Feb(ruarius) e M(artius), mentre in basso è riportato il numero dei giorni di ciascun mese, 31 per gennaio, 28 per febbraio e 31 per marzo. Le lettere dell'alfabeto, che si ripetono dalla A alla H, servivano a fissare ogni nove giorni la date delle fiere e dei mercati. Accanto a tali lettere, i numeri romani incisi in senso decrescente facilitano la lettura della data di ciascun giorno e si riferiscono alle tre date fisse: Calende, None e Idi. Le Calende coincidevano con il primo di ogni mese; le None e le Idi con il 5 e con il 13, fatta eccezione per i mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, in cui le None cadevano il 7 e le Idi il 15.
Le lettere F,C,N,NP,EN, poste accanto alla tipica numerazione del calendario, costituiscono la
" nota dierum", cioè la natura di ogni giorno. F, cioè fasti, indica i giorni in cui ognuno poteva attendere alle proprie occupazioni, adire i tribunali, ma non tenere i comizi. C, comiziali, in cui si potevano convocare i comizi. N, nefasti, giorni a carattere espiatorio e dedicati esclusivamente al culto. NP, i giorni festivi. EN, intercisi, quelli in cui erano sacre la prima e l'ultima parte, mentre a metà della giornata si potevano svolgere gli affari.
Le "Feriae" erano le feste consacrate alle divinità in genere, ma anche ai morti ed agli spiriti dell'oltretomba.
Nel nostro calendario, tra i giorni a carattere commemorativo, il 14 gennaio era di cattivo auspicio perché ricordava la nascita di Antonio:D(ies) VITIOSUS EX S(enatus) C(onsulto) ANT(onii) NATAL(is).
Il 17 gennaio ricorda le nozze di Augusto con Livia: FERIAE EX S(enatus) C(onsulto) QUOD EO DIE AUGUSTA NUPSIT DIVO AUG(usto). Livia nel testo è indicata con il nobile nome di Augusta, titolo che ella ricevette per testamento alla morte del marito, il quale, nella stessa memoria, è detto "divus" perché ormai annoverato tra le deità. Considerando questa annotazione si può affermare che i Fasti Verulani sono posteriori al 14 d. C ., anno della morte del fondatore dell'impero romano. Livia è ancora in vita in quanto non menzionata con l'appellativo sacrale. Si desume quindi che il calendario di Veroli dovette essere redatto tra il 14 e il 41d.C.


Bibliografia
C. Scaccia Scarafoni, Scoperta di una lastra di marmo contenente parte dei Fasti Verulani, in Atti della R. Accademia dei Lincei, anno CCCXX, 1923, serie V, Notizie dagli scavi di antichità, XX
G. Trulli, Le Feste di Roma antica nel calendario verolano,Terni 1967




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