Menu principale:
la guida di Veroli > Siti Archeologici
FORO ROMANO
testi di Loredana Stirpe
fotografie di Antonio Grella
Sulla piazza principale della città sorgeva l'antico Foro romano.
Veroli fu fondata nel primo millennio a.C. dagli Ernici riuniti nella lega a carattere sacro chiamata Lega Ernica. Da Tito Livio si apprende che gli Ernici, entrarono a far parte della confederazione latina nel 486 a . C.. Nella seconda guerra che Roma si trovò a combattere contro i Sanniti
(307 a.C.) Veroli non seguì l'esempio delle altre città erniche e non si ribellò; questo fece ottenere a Veroli di essere considerata, nell'anno 305 a . C., libero municipio, donde la sigla SPQV ossia Senatus Populsque Verulanus. Aveva il diritto di voto(ius suffragii), era soggetta a obblighi militari (munera) e gli abitanti godevano di una sorta di cittadinanza inferiore, che consentiva loro il diritto di matrimonio(ius connubii), e commercio(ius commercii) con i cittadini romani. A capo del municipio vi erano dei magistrati detti quadrumviri o quattuorviri, che governavano col sussidio del senato locale composto da decurioni(decuriones).
Nel periodo della guerra civile tra Silla e Mario, Veroli parteggiò per quest'ultimo, anche perché nativo di Cereate( l'odierna Casamari). Con la vittoria dei sillani, da libero municipio passò allo stato di semplice colonia militare; le sue terre furono confiscate e vennero assegnate al legionari di Gracco. Fu nuovamente elevata a Municipium dall'imperatore Nerva (97 d.C.). In seguito la fedeltà di Veroli verso Roma non venne mai meno ed è significativo il motto che corona lo stemma della città:Verulana civitas Almae Urbi Confoederata.
Testimonianze della civiltà romana sono consistenti. In seguito ai privilegi concessi da Roma agli alleati che combatterono contro i Sanniti, la città potè dotarsi di un imponente forum; parte della sua costruzione in mura megalitiche del IV secolo a.C. è ancora ben visibile all'interno dei locali del palazzo del Municipio adibiti recentemente a museo della civiltà ernica e romana . In questi ambienti sono conservate le iscrizioni romane che ricordano due importanti personaggi: Gracco, prefetto dei fabbri e Lucio Alfio, duumviro. La figura del primo, per la laconicità della iscrizione, è avvolta nel più fitto mistero; conosciamo meglio il secondo. Sappiamo infatti che Lucio Alfio, oltre a ricoprire la carica di duumviro, era anche signore e curatore della colonia cassinese e che fu proprio per i suoi numerosi meriti che i Collegi dei Sevirali e degli Augustali gli innalzarono un monumento. A noi è giunta solo la sua base, rinvenuta nel 1356 ai piedi del campanile della cattedrale di S. Andrea. Riporta le seguenti iscrizioni:
L(UCIO) ALFIO L(UCII) F(ILIO) COR(NELIA TRIBU) / VALENTINO II / VIR(O) (ITERUM) Q(UIN)Q(ENNALI) P(ATRONO) M(UNICIPII) V(ERULANI) / CURAT(ORI) REIP(UBLICAE) COL(ONIAE) /CASINATUM ET / PATRONO ORDO/ SEVIRALIUM ET /AUGUSTALIUM OB/ MERITA EIUS / L(OCUS) D(ATUS) D(ECRETO) D(ECURIONIUM).
DEDICAT KAL(ENDIS) IUN(IIS) / LATERANO ET / RUFINO CO(N)S(ULIBUS) / OB CUIUS DEDICATI/ONE(M) DEDIT DEQUR(IONIBUS) ET / VI VIR(ALIBUS) ET AUGUS(TALIBUS) IIII / DENDROPHOR(IS) III ADIEC/TO PANE ET VINO POPU/LO I CURANTE URGU/LUNAIO SECONDO.
A sostegno delle mura del Foro vi erano terrazzamenti realizzati con strutture murarie in opus
reticulatum che oggi, per lunghi tratti scompaiono all'interno di edifici privati per poi ricomparire nella loro elegante e regolare bellezza lungo i vicoli e gli angoli della zona centrale della città.
Bibliografia
D'Onorio Giuseppe-Trulli Giuseppe, Veroli, un percorso di storia e di arte, Veroli 2006