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Giglio di Veroli

la guida di Veroli > Le Frazioni di Veroli

GIGLIO DI VEROLI
testi di Loredana Stirpe

la statua lignea della Madonna del Giglio

la chiesa parrocchiale

3664 abitanti
Sulla strada provinciale 272,ex Via Maria che collega Frosinone a Sora, si incontra Il Giglio.
La frazione moderna si sviluppa proprio su questa importante arteria stradale; La parte più antica della frazione, denominata “Giglio Vecchio”, conserva piccoli nuclei di vecchie case in pietra situate nei pressi della chiesa della Madonna del Giglio. La chiesa fu costruita nei primi anni del 1700 in seguito ad un evento miracoloso. Infatti la prima domenica di Maggio del 1698, sul colle chiamato Torre d’Andrea, una piccola edicola dedicata alla Madonna e sita in un orto di proprietà delle sorelle Pulcheria e Balbina Boni di Veroli, cominciò ad essere miracolosa divenendo oggetto di venerazione da parte del popolo. Le proprietarie decisero allora di costruire sul luogo una chiesa; il vescovo Zauli diede parere favorevole.
La chiesa fu aperta al culto il 18 agosto 1705 e la cona fu traslata nel centro dell’abside; la Madonna era ritratta col Bambino in braccio e teneva in una mano un delicato ramo di giglio fiorito, fu questo particolare che ispirò l’attuale nome e da allora la contrada si chiama Il Giglio. L’affresco è di autore anonimo forse del XVI secolo. Nell’abside, ai lati della Madonna, furono dipinti S. Francesco d’Assisi, rappresentato sui monti della Verna nell’atto di ricevere le stimmate e S. Salome, patrona della città, la cui figura si staglia davanti alle tre croci del Golgota.
Nel 1954 nacque la Vicaria del Giglio elevata a parrocchia nel 1960.
Tra le figure importanti ricordiamo oltre Don Biagio Picarazzi primo parroco della chiesa, il poeta Attilio Cestra, maestro elementare ed autore di preziose poesie in dialetto ciociaro e don Remigio D’Errico fondatore della Piccola Città Bianca di Foiano. Si trova infatti nei pressi del territorio del Giglio la contrada Foiano; qui il vescovo Lorenzo Tartagni fece costruire una villa in cui far passare le vacanze estive ai giovani seminaristi. La struttura funzionò fino ai primi anni del Novecento e poi fu abbandonata. Nel 1948 il sacerdote don Remigio D’Errico incominciò la ristrutturazione dello stabile con il consenso del vescovo Emilio Baroncelli e iniziò ad ospitarvi tanti orfanelli che in questo modo venivano tolti dalla strada. Si sviluppò così una piccola città con scuole di ogni ordine e diversi laboratori di artigianato. La struttura ha funzionato fino agli anni ’80. Oggi è sede dell’INI, clinica di riabilitazione fisica.

le vechie case in pietra di "Giglio Vecchia"

l'antico forno per il pane

un'altra antica costruzione

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