Menu principale:
la guida di Veroli > Edifici e Monumenti Storici
PALAZZO QUIÑONES
testi di Mario Tarquini
fotografie di Antonio Grella
Appena passati sotto Porta Santa Croce, fa mostra di sé la facciata del palazzo del Cardinale Quiñones. Ben si può dire che qui l'arte romanica con l'arte gotica si sono armonicamente fuse.
Una elegante bifora dalle perfette linee, ingentilisce e sovrasta quelle rigide del portale, mentre tra queste due strutture, vi è una Croce, simbolo del Cardinale, ricavata a mò di traforo dalla dura pietra.
Ed ancora, sopra l'arco della bifora, della quale l'architetto Massimo Birindelli nel suo libro "Porte su strada - Veroli XIII" ha scritto" è una delle finestre di una casa che all'origine doveva essere piuttosto importante, dotata di numerose feritoie, posta subito all'interno della Porta Meridionale dell'abitato antico ",trovasi un giglio stilizzato traforato. A destra del palazzo si intravede mezzo arco che, quale sottopasso, immette in una viuzza.
Attraversata la porta ed inoltrandoci verso via Vergine Maria altro portale più maestoso del precedente.il quale, immette nel cortile ove una scala aperta portava alla corte ed ai piani superiori.
Nella facciata i segni della grandezza di quello che fu il palazzo del Quiñones: tracce di bifore, di feritoie, la cui presenza invita a pensare ad un castello trasformato in agiata abitazione.
IL CARDINALE QUIÑONES
testi di Mario Tarquini
Indiscusso prestigio conferì,al quartiere S.Croce, la nomina del Cardinale spagnolo Francisco Quiñones a Prefetto o Governatore della città di Veroli.Chi era costui? " Quinones Francisco" leggesi nel Dizionario Enciclopedico della Treccani, nacque nel regno di Leon nel 1482 circa, morto a Veroli nel 1540. Figlio del Conte de Luna fu da prima al seguito del Cardinale Ximenes; entrato nel 1498 nell' Ordine dei Minori ne fu eletto Ministro Generale (1523).Promosse la cultura nell1 Ordine e inviò missionari nel Mexico.
Dopo il sacco di Roma(1527) fu intermediario per la riconciliazione tra Carlo V e Clemente VII; in compenso venne (1528) creato Cardinale ".
Alla nomina cardinalizia assunse il titolo di S.Croce in Gerusalemme. Quale Cardinale fu ambasciatore di Paolo III presso Ferdinando I d'Austria e sul fine di quell'anno fu nominato Prefetto di Veroli.
Il governo chiamato dei " Cardinali legati " ebbe inizio in Veroli allorché il Pontefice Alessandro III rimise alla Magistratura, al Clero ed al popolo di Veroli un Breve con il quale nominava il Cardinale Vitelli Legato delle Province di Marittima e Campagna. Successori del Vitelli furono i Cardinali Lodovico Fieschi.l'anagnino Pietro de Saxo, che in precedenza da Innocenzo III era stato inviato a Veroli affinchè si accertasse e relazionasse alla Santa Sede sulla invenzione del Corpo di S.Maria Salome, Giovanni da S. Teodoro.il Cardinale Matteo Schinet ( che non fu accolto dai verolani ravvisando la perdita del diritto di nominare il proprio Podestà), seguì Francesco Cardinale di S.Sisto,dopo del quale Prefetto di Veroli fu nominato il Quiñones, che " preso dai modi de' i cittadini, presso la porta consolare edificossi comoda abitazione a gotica costruzione,con prospettiva, ampia scala,... finestre.bifore.V'incise la croce segno di suo titolo; come a tener viva sua memoria.eresse la Chiesa a parrocchia "(V.Caperna in Storia di Veroli).Come pure ebbe a scrivere il Prof. G.Trulli su " Lazio Ieri e Oggi " -1977- " il Quinones dovette gradire molto soggiornare a Veroli se nel Borgo S. Croce ritenne opportuno mettersi subito all'opera per adattare a propria abitazione, trasformandola completamente, una costruzione Gotica
preesistente ". La dimora del Cardinale determinò senza alcun dubbio una importante e decisiva spinta,a rendere l'estremo quartiere, centro vitale e propulsore della vita della cittadina. La piazza e le strade non risuonarono più, dei soli battiti, del rame e del ferro o della cadenza regolare dei telai, a questi si unì lo stridio delle carrozze dei vari prelati e dei dignitari in visita al " capo ".
Tra le spesse mura, al riparo della calura estiva.l'alto Prelato di origine spagnola diresse e curò le sorti sia della Città che delle province di Marittima e Campagna,e, nelle ore lìbere dagli affanni di governo,affiancò validamente il compatriota giurista Martino Molina di Cordova al quale aveva affidato il riordino delle leggi comunali che costituivano la parte essenziale dello Statuto verolano.
oAll'amore verso Veroli che prese l'animo del Prefetto, si deve il ripristino della fontana che ancora oggi fortunatamente si ammira lungo la passeggiata S.Giuseppe ornandola con una grande pietra recante scalpellato lo stemma del porporato. Poiché si è accennato ai primi Prefetti o Governatori sia di Veroli, che delle province di Marittima e Campagna predecessori del Cardinale Quiñones.si ritiene necessario precisare che questi furono tutti Cardinali di Santa Romana Chiesa e che sotto il papato di S.Pio V " Anno MDLVII Quarto Kalend. Aprilìs" cessarono di chiamarsi Prefetti assumendo il titolo di Protettori (V.Caperna).
Mentre, Padre Igino da Alatri dell'ordine dei Frati Minori Cap; nel suo lavoro " Gli ultimi giorni del Card. Quinones e i Cappuccini" - Roma 1968 -,scrisse: " Fra ì molti Cardinali che troviamo con quel titolo, ( l'alto incarico di reggere le sorti di una città), vi è anche il predetto Card. Francesco Quinones,il quale dal 1536 al 1540 ricoprì quell'ufficio in Veroli della quale città Egli fu uno dei Prefetti più attivi e premurosi. Anzi, tanto Egli si affezionò che vi fece subito costruire un suntuoso palazzo in stile gotico, con emblemi vari che ricordano ancora il suo tìtolo cardinalizio di S.Croce. Restaurò ed eresse a Parrocchia l'antica Chiesa di S.Croce prossima al predetto suo palazzo, raccolse le polle sperdute di una vena di acqua potabile nei pressi di Porta Romana e ne restaurò il getto, decorandolo con un elegante prospetto
in travertino; fece, infine, riordinare e trascrivere il codice dell' antico Statuto della città......Piamente assistito dai suoi confratelli e, senza alcun dubbio, anche dai Religiosi Cappuccini del vicino convento,con serenità di volto, e pace del cuore, passò all'altra vita il 27 ottobre 1540, nel suo palazzo di Veroli. Al trapasso profondo e sincero fu il cordoglio della popolazione verolana, memore delle grandi benemerenze che egli si era acquistato durante la sua pur così breve Prefettura, e eccezionalmente solenni furono i funerali,nei quali la riconoscente cittadinanza che, col suo illustre Vescovo Card. Filonardi,vi partecipò unanime". Così, Padre Igino da Alatri nel citato opuscolo relativo agli ultimi giorni del Quinones.Varrà sottolineare che per alcuni anni in Veroli esercitavano contemporaneamente ben due Cardinali: il Quiñones e il conterraneo Vescovo Filonardi allorché questi fu elevato alla porpora cardinalizia. Difatti Francesco Melloni nel "Prospetto istorico della Città di Veroli scrive:" l'ispano e celebre Cardinal Quinonio nel tempo dell'Episcopato di Ennio Filonardi suddetto vi edificò la propria abitazione, tuttora esistente presso la porta di S. Croce ove mori." E' sepolto in Roma a S.Croce in Gerusalemme mentre volle che il suo cuore fosse sepolto nella Cattedrale di S.Andrea.dove " una breve iscrizione posta nella nave di mezzo della Cattedrale ci afferma essere ivi sepolte le sue viscererHic Iacent. Viscera Rmi.D.Card.San.Cru.Obiit Anno MDXXXX" (F. Melloni)