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la guida di Veroli > Le Chiese
Santa Maria dei Franconi
testi di Loredana Stirpe
fotografie di Antonio Grella
Nel rione dei Franconi ,situato alle spalle del palazzo comunale si trovano il monastero benedettino femminile di S.Maria dei Franconi e la chiesa dei Franconi.
Il monastero attiguo alla chiesa fu costruito per volontà dei cittadini verolani che si riunirono il 26 marzo 1561 nel palazzo vescovile alla presenza del vice legato della provincia di Campagna e Marittima, Vigerio Roboreo. Essi vollero accogliere dentro la città le poche suore rimaste di una antica comunità costituitasi nel XII secolo presso la chiesa di S. Martino, fuori Porta Napoletana, per volere del vescovo Leto. Le parole incise su una delle finestre della facciata ricordano che lo stesso fu consacrato dal vescovo Ortensio Battisti nel 1580. Nel nuovo edificio monastico trovò sede un educandato imperniato sugli studi classici e sulle arti liberali della musica, pittura,disegno oltre al cucito e al ricamo. Le giovani che entravano in monastero potevano così essere formate sia per affrontare la vita monastica sia per rientrare nel mondo secolare. Le monache i hanno una loro chiesina dove conservano gelosamente i resti mortali di suor Maria Fortunata Viti proclamata beata nel 1967 da Paolo VI. Può capitare durante la visita di ascoltare il salmodiare delle suore sempre presenti ma mai visibili.
La chiesa dei Franconi pur avendo subito numerose trasformazioni ha conservato buona parte della sua struttura originaria, indubbiamente romanica. Anche la facciata, sebbene danneggiata dai terremoti, mostra ancora caratteri tipici dell'architettura dei secoli XI e XII non solo negli archetti di coronamento tipicamente lombardi, ma anche nel severo portale sormontato da una cornice con ornati caratteristici delle maestranze di scuola benedettina. L'interno si presenta con affreschi di epoche diverse; sulla parete di fondo, innalzata sul finire del XVI secolo, l'Assunzione della Vergine. Sotto la chiesa, in corrispondenza dell'antico presbiterio, si trova la cripta di S.Onofrio: una costruzione di forma trapezoidale aderente alla parete interna delle mura di difesa della città. Sulla linea di queste mura , rivestite in opus reticulatum sporge il massiccio di una torre semicilindrica, utilizzata successivamente per la costruzione dell'abside della chiesa superiore. Tale costruzione adibita ad oratorio è illuminata da due feritoie che si aprono sulle mura , ha dimensioni rela- tivamente modeste ed è divisa in due campate da 6 pilastri. Su di essi sono impostati gli archi longitudinali, trasversali e diagonali(ogive o costoloni) che danno origine a due massicce crociere. La differenza di pianta e di forma escludono nel modo più assoluto che oratorio e presbiterio soprastante siano stati concepiti secondo un unico piano; in altri termini, la costruzione inferiore non nacque per essere la cripta o l'ossario della chiesa superiore. Le ammirevoli volte di S.Onofrio sono una stupenda realtà preesistente ai sistemi costruttivi che i maestri Comacini diffusero in tutta la penisola. In quei tempi così remoti nessuno avrebbe potuto immaginare che, alcuni secoli dopo, le pesanti ogive tanto faticosamente innalzate, si sarebbero trasformate in agili costoloni elevati ad altezze vertiginose da archetti capaci di sfruttare in maniera geniale le timide intuizioni dei loro lontano progenitori.
Bibliografia
AA.VV. Il monastero di S.Maria dei Franconi e la beata Fortunata Viti, a cura di Giuseppe D'Onorio, Veroli, 1998; AA.VV. Il monachesimo benedettino femminile in Ciociaria,a cura di Giuseppe D'Onorio Veroli 1994
G.D'Onorio-G.Trulli, Veroli un percorso di storia e di arte, Veroli 2006